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Omosessualità e “coming out” in Corea del Sud : prove ed errori
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Omosessualità e “coming out” in Corea del Sud : prove ed errori

Nel mondo occidentale la legge tutela le minoranze e condanna ogni discriminazione contro chi ha un diverso orientamento sessuale. Qual è la situazione in Corea del Sud?

Il governo coreano nega quei diritti oggi considerati essenziali in una società occidentale libera e democratica. Per comprendere a fondo quale sia l’approccio della Corea del Sud verso l’omosessualità occorre ripercorrere a grandi linea la storia del paese.

La società coreana si fonda sui valori tipici del conservatorismo patriarcale, eterosessuale e gerarchico. Tuttavia nella sua storia ha incontrato l’omosessualità.

Secondo il confucianesimo le unioni tra individui dello stesso sesso interrompono il continuum della famiglia. Da qui il tabù verso questo tipo di relazioni da parte di una società che si fonda sulla famiglia tradizionale e sul SamKang-Oh-Ryun, “le 3 leggi fondamentali e le 5 leggi morali” che stabiliscono i rapporti tra i membri della società:

  • Il re è il pilastro dello stato (Kun-Yi-Shin-Kang)
  • Il padre è il pilastro del figlio (Bu-Yi-Ja-Kang)
  • Il marito è il pilastro della moglie (Bu-Yi-Bu-Kang)

 

  • Tra padre e figlio deve esserci chin (amicizia)
  • Tra re e cortigiano eui (giustizia)
  • Tra marito e moglie pyul (deferenza)
  • Tra vecchi e giovani saw (grado)
  • Tra amici shin (fiducia)

Hahm Pyongchoon, autore di “Korean jurisprudence, politics, and culture”, riconduce le origini della visione del mondo coreana non al confucianesimo ma allo sciamanesimo. Anche in questo caso però la persona omosessuale viene tacciata di disdegnare la riproduzione umana non praticando sesso ai fini della procreazione. Come la cultura cristiana, anche quella coreana, concepisce il sesso solo a scopo procreativo.

L’impostazione verticale e conservatrice della famiglia, e quindi della società, è stata portata in Corea soprattutto dalla classe medio alta aderente al neo confucianesimo. Prova ne è la presenza, nel periodo dei 3 Regni e in particolare durante il regno di Silla (57 a.C. – 935 d. C.) di un élite militare, gli Hwarang, dediti, oltre alle armi, all’estasi e all’erotismo. Questa è la cosa più vicina all’omosessualità rintracciabile in Corea, e la stessa parola Hwarang ha dato vita ai moderni hwallyangi (playboy), hwangangnom (buono a nulla), and hwarangnyon (prostituta). Si trovano tracce di omosessualità anche nelle poesie vernacolari degli annali dell’epoca. Dopo il periodo dei tre regni però tutto questo scompare.

Durante la dinastia Choson (1392 – 1897 d.C.) il comportamento accettato più vicino all’omosessualità era il contatto fisico affettivo tra membri dello stesso sesso. Ancora oggi questo tipo di manifestazione affettiva è accettata dalla società coreana.

A partire dalla Prima Repubblica della Corea del Sud (1948), i governi hanno usato il pugno di ferro e una rigida disciplina militare. Ogni possibile focolaio di presunta omosessualità venne cercato e eliminato attraverso la continua minaccia della legge marziale, la chiusura delle università, la deportazione dei giovani accusati in veri e propri campi di rieducazione.

Tutto questo ha fatto sì che oggi l’omosessualità sia considerata un comportamento estraneo alla Corea. Importato dall’Occidente.

Quando un giovane coreano sta per iniziare il servizio militare viene sottoposto ad una visita psicologica. Nel caso in cui il medico stabilisca che il soldato esaminato ha tendenze omosessuali viene esonerato dal servizio militare, un disonore per la società coreana.  Da quel momento in poi viene etichettato come “disabile mentale” e discriminato.

Viste tutte queste considerazioni è di facile intuizione quanto il concetto di coming out sia estraneo alla comunità LGBT coreana, permeata della cultura confuciana e costretta a fare i conti con una società che ancora oggi nega l’esistenza dell’omosessualità. Quella omosessuale in Corea del Sud sopravvive come sottocultura e comunica attraverso il web.

Seoul_Queer_Festival

Spesso protetti dall’anonimato che la rete consente gli omosessuali coreani si incontrano su chat, siti di incontri e si scambiano informazioni, esperienze di vita e addirittura contratti di matrimonio, i cosiddetti kyeyak kyôlhon (계약결혼). Gay e lesbiche si sposano piegati dalle pressioni della famiglia. Non si tratta però solo di matrimoni di comodo, ma sono obbligati implicitamente a seguire la normale routine familiare sotto l’occhio vigile delle famiglie di origine.

In alcune città del paese però gay e lesbiche sono tollerati e accettati. Questo accade soprattutto nei luoghi molto frequentati da turisti e militari americani come Itaewon ( 이태원), nota meta LGBT.

Hong-Seok-Cheon

l’attore Hong Seok-chon

Ma cosa accade a chi fa coming out? L’attore Hong Seok-chon, dichiaratosi omosessuale nel 2000, è stato censurato ed escluso dalla vita pubblica. Ha smesso di recitare e oggi fa il ristoratore.

Un caso diverso è quello della transgender Harisu, diventata celebre nel 2001 come modella per una TV commerciale. A differenza di Hong ha suscitato l’accettazione e addirittura la simpatia della società coreana perché Harisu ha cambiato genere prima di raggiungere la notorietà. Hong ha la colpa di aver reso nota la sua omosessualità dopo essersi affermato come personaggio pubblico.

La legge militare del paese è impostata sullo stesso principio del “Don’t Ask Don’t Tell” del recente passato statunitense, ma punisce le unioni tra militari dello stesso sesso con la prigione, considerando la relazione come uno “stupro reciproco”.

L’omosessualità non è punita invece dalla legge civile e i diritti delle minoranze sono, in teoria, tutelati dall’articolo 2 della legge del Comitato Nazionale per i Diritti Umani. Tra i diritti concessi quello di poter cambiare i documenti ufficiali dopo aver cambiato sesso chirurgicamente.

La vita della comunità LGBT resta difficile anche per via della censura. Fino a pochi anni fa venivano censurati i contenuti omosessuali dai siti web considerando l’omosessualità come perversione e oscenità. Questa pratica oggi non viene più applicata ed è aperto il dibattito per equiparare i diritti degli studenti omosessuali a quelli degli altri.

All’interno del Governo il partito democratico laburista sta cercando di mettere fine all’omofobia, mentre l’ex Presidente della Corea del Sud Lee Myung-Bak considerava l’omosessualità anormale.

Come abbiamo visto, la società della Corea del Sud non accetta ancora l’omosessualità. Tuttavia, i movimenti in continua crescita vanno verso una democratizzazione sempre maggiore e fanno ben sperare in un futuro libero anche per la comunità LGBT del paese asiatico.

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0 Comments Off on Omosessualità e “coming out” in Corea del Sud : prove ed errori 1303 01 June, 2016 Moda e Società June 1, 2016

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