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Lo stato attuale della musica k-pop in Giappone
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Lo stato attuale della musica k-pop in Giappone

Di tutte le descrizioni di quanto è accaduto al k-pop in Giappone dopo il 2012, preferisco quella presentata dal Oricon Style editorial del marzo 2015, intitolata  “La caduta e la rinascita del boom del k-pop; popolarità stabilita e una nuova ondata.” (The demise and rebirth of the K-POP boom; estabilished popularity and a new wave) La mia simpatia per esso sta non tanto nel suo contenuto, che maggiormente registra il declino della seconda ondata del k-pop in Giappone, quanto nel suo tono. A differenza di molti che hanno scritto riguardo al k-pop durante lo stesso periodo, l’autore non lo intende come un mercato morto e in declino in Giappone. Al contrario, alla fine dell’articolo, l’autore riconosce che c’è ancora vita.  Cosa con cui sono assolutamente d’accordo.

Ad ogni modo, è facile trascurare che qualcosa si stia diffondendo nel k-pop in Giappone se si cercano i segnali che annunciavano i 2 precedenti boom, il primo dei quali ci fu nel 2010 mentre il secondo tra il 2010 e il 2011. Questa è rappresentata dalla discografia in rotta, da un enorme volume di vendite, l’interesse del grande pubblico, nessuno dei quali è presente oggi nel k-pop. Ciò è riconducibile a due fattori: il primo dei quali è che il k-pop sia all’alba di qualcosa, ma sicuramente non si tratta di un’altra ondata. Il secondo è che le cause dei precedenti  boom  siano state spesso attribuite erroneamente soltanto a un mix di popolarità, originalità e dai molteplici modi in cui le immagini dei gruppi k-pop sono differenti dai gruppi j-pop. Non è mai fatta menzione del ruolo fondamentale giocato da importanti case discografiche ed etichette più grandi e consolidate nel supportare l’ondata k-pop, così come successo con i più grandi successi k-pop, compreso quello di BoA.

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Le maggiori e più importanti, più consolidate etichette discografiche, non compaiono nel k-pop del Giappone odierno, proprio perché molte hanno ritirato il loro coinvolgimento col k-pop. Non sottoscrivono più contratti con i gruppi alla stessa pericolosa velocità di una volta, quando sembrava che quasi ogni gruppo o cantante con la minima popolarità venisse ingaggiato, indipendentemente da qualunque possibilità di successo. Invece i gruppi e i cantanti ai quali firmano un contratto discografico tendono a rispecchiare un determinato modello. Essi sono generalmente già famosi oppure astri nascenti,  e le loro agenzie hanno generalmente già avuto dei rapporti pre-esistenti con le grandi etichette discografiche del Giappone, spesso attraverso una collaborazione tièpo quella tra  Avex e SM Entertainment. Le due hanno stretto una relazione dal 2001, quando hanno negoziato un accordo in base al quale la Avex aiuterebbe la SM Entertainment ad entrare nel mercato Giapponese e viceversa. Di conseguenza, quando gli EXO, gruppo di punta della SM Entertainment, hann fatto il loro esordio in Giappone nel 2015, essi erano assoggettati alla direzione della Avex.

Non si tratta più della maggioranza dei gruppi esordienti come accadeva una volta, poiché le etichette da cui provengono- SM Entertainment, JYP Entertainment, YG Entertainment e così via– hanno spostato la loro attenzione dal Giappone verso un nuovo mercato: la Cina. Per l’esattezza, nel giugno 2015 la SM Entertainment dichiarò esplicitamente che “avrebbero trascorso  il restante del 2015 e il prossimo futuro a perseguire una presenza più forte nell’industria dello spettacolo cinese, concentrandosi di meno sul mercato giapponese.” In maniera simile, la JYP Entertainment ha annunciato un accordo firmato prima di quest’anno con la Chian Music Corporation, le cui condizioni sono simili a quelle della collaborazione tra Avex e SM Entertainment. Ovvero, alla Chian Music Corporation sono garantiti gli esclusivi diritti di distribuzione della musica della JYP Entertainment per i prossimi 5 anni, e pertanto deterrà la distribuzione, ma le due cominceranno anche “un’impresa rischiosa per promuovere la crescita musicale in Cina.”

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Tornando al discorso di prima, tali sviluppi sono indicativi non di una fine ma di un cambiamento e del notevole spostamento demografico che c’è stato in termini di gruppi k-pop che hanno esordito e operano in Giappone. Cioè il Giappone non è più il dominio di gruppi di alto livello o di gruppi esordienti che hanno debuttato in Giappone avendo guadagnato l’attenzione e un posto nel mercato coreano. Piuttosto molti sono gruppi che tendono al medio o basso livello, come Thaiti, Pundeng-e e Secret, ai quali vanno aggiunti indubbiamente i rookies.

Nessuno di questi è ingaggiato da una importante e consolidata casa discografica che faceva parte dei precedenti boom  k-pop. Alcuni di questi, soprattutto quelli che al contrario sarebbero stati ingaggiati da un’importante etichetta in tempi migliori, vennero ingaggiati da altri grandi etichette. Etichette come la Pony Canyon che firmò un contratto con i BTS e li lanciò nel 2014 e con Crayon Pop nel 2015, senza dimenticare la King Records che lanciò i B.A.P nel 2013 e i Block B nel 2015.

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I restanti sono stati ingaggiati da piccole etichette indie che potremmo descrivere come “boutiques delle etichette k-pop”. Queste sono piuttosto giovani, molte create durante o dopo la precedente ondata k-pop in Giappone, tutte coinvolte ,tra l’altro, nel campo dell’entertaining  management , e tutte sottoscrivono contratti soprattutto con i gruppi k-pop.

  • Jakol Corporation (Est. 2007): secondo il loro sito internet, la  Jakol Corporation è coinvolta in talent management, concerti e programmazione di eventi musicali, produzione di CD e DVD, CM planning, ecc.Gruppi gestiti: Pungdeng-e; ZE:A; IMFACT
  • Marvel EntertainmentMarvel Entertainment è l’impresa di entertainer management, programmazione e produzione di concerti hallyu, eventi e manifestazioni e gestione di centri commerciali
    Gruppi gestiti: IU; HIGH4; Tahiti; Han Seung-Hee of Monday Kiz; MADTOWN
  • KISS Entertainment (Est. 2010): secondo il loro sito internet, la Kiss Entertainment è coinvolta in gestione di cantanti, artisti, attori, modelle e talenti, programmazione e organizzazione di eventi dal vivo, produzione e vendita di biglietti e souvenir di concerti e gestione di  fan clubsGruppi gestiti: BTOB; Girl’s Day; HISTORY; Secret; BIGFLO; BOYFRIEND
  • HY Entertainment (Est. 2010): la portata della HY Entertainmentz non è così estesa o profonda come alter agenize, benché essi siano coinvolti in alcuni degli stessi campi delle altre, compreso l’entertainer management, programmazione di concerti hallyu e produzioneGruppi gestiti: L.A.U (una volta conosciuti come LU:KUS); B.I.G; ZPZG; K-MUCH; Norazo

 

Data la loro dimensione, alcune  di esse come la Jakol Corporation,  non considerano una priorità il lancio dei talenti tramite un singolo giapponese, e soprattutto non vedono il lanciare tali talenti come una priorità. Probabilmente perchè si tratta semplicemente di un investimento troppo costoso, dato che molti di questi gruppi non riuscirebbero mai a recuperare i soldi investiti. E così tengono i gruppi impegnati sull’organizzazione di eventi, spettacoli dal vivo e vendita di oggetti- nessuna delle quali cose richiede necessariamente un debutto con una sola canzone o due.

In un clima o in un tempo differente, come pochi anni fa, questa sorta di esserci a metà da parte di alcuni gruppi k-pop  nel mercato giapponese  sarebbe vista come un indicatore di cattiva salute del k-pop. Oggi invece è vista come un indicatore della diversificazione degli obiettivi dei gruppi  k-pop che debuttano nel mercato e della sua condizione di cambiamento. Insomma, prendetela come un’avvisaglia e non come una terza ondata di k-pop, non come qualcosa di scontato ma come qualcosa di nuovo, una scintilla di vita in quello che una volta si credeva morto.




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0 Comments Off on Lo stato attuale della musica k-pop in Giappone 374 12 June, 2016 Musica June 12, 2016

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