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Recensione : ‘La ragazza dai sette nomi – la mia fuga dalla Corea Del Nord’ di Lee Hyeonseo
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Recensione : ‘La ragazza dai sette nomi – la mia fuga dalla Corea Del Nord’ di Lee Hyeonseo

La ragazza dai sette nomi è un racconto autobiografico di Lee Hyeonseo, e narra della sua fuga dalla Corea del Nord, nazione ancora oggi sotto la dittatura, Paese i cui abitanti vengono costretti a rimanere nella propria ignoranza, vero strumento di potere e di controllo da parte del regime.
Se dovessimo tirare fuori un nome importante come termine di paragone, diremmo che l’ autrice ci ha subito ricordato, sia per il coraggio che per la voglia di esporre la verità,  Malala Yousafzai;  nota per essersi battuta contro i dettami di una società maschilista che le negava perfino i bisogni primari, arrivando ad impedirle di studiare solo perché  donna.

Il libro di Hyeonseo inizia dall’incontro dei suoi genitori e finisce con la sua fuga da Pyongyang a Seul, con tappa obbligata in Cina. Nello scrivere il libro, l’autrice coreana si è fatta aiutare da David John (uno scrittore americano) e, come accade quasi sempre nel caso dei “defectors”, ha dovuto cambiare nome per  sostituirlo con una falsa identità. Se infatti avesse usato il suo nome di nascita, avrebbe causato molto probabilmete la tortura o lo sterminio dei famigliari che sono rimasti nella sua città natale. Una volta ottenuta la libertà, la ragazza ha deciso di rompere con la vecchia vita a cominciare dal suo nuovo nome, non scelto a caso ma composto da due parole per lei molto significative   Hyeon (“현, luce del sole”) e Seo (“서,buona sorte”).

Dalla primissima infanzia, fino alla sua adolescenza, la vita di Hyeonseo non era differente da quella degli altri suoi coetanei. I ragazzini  crescevano nell’ illusione, perpetrata dal governo per alimentare il mito della filosofia juche, di vivere nella nazione più forte del mondo, e venivano  indottrinati a formarsi come dei bravi comunisti.   In tutte le scuole frequentate dalla Lee,  l’insegnamento ideologico poggiava, come in tutti i regimi totalitari, su una “nuova storia”, che aveva come scopo quello di istituire il culto della famiglia Kim, basandosi su racconti e leggende volte ad instillare una politica del terrore in cui i nemici soprattuto erano la Corea del Sud e gli americani.

Ma nel periodo di passaggio dall’ adolescenza all’ età adulta, Hyonseo inizia a comprendere che la propaganda di Regime distorce la realtà, che il suo Paese non è quella roccaforte delle virtù morali raccontata dai mezzi del dittatore, e l’unica cosa che adesso riesce a vedere della sua nazione è il suo lato oscuro. Come le esecuzioni di massa  alle quali i giovani erano obbligati ad assistere, le incomprensibili denunce a carico dei “bravi cittadini”,  i cadaveri derivanti delle impiccagioni dimostrative che giacciono appesi per le strade per settimane e settimane, la polizia segreta.
In realtà tutti i suoi connazionali erano a conoscenza di questo stato di cose, ma si fingeva di non sapere. Almeno fino a quando  non venivano toccate le proprie famiglie, cosa capitata proprio alla stessa  Hyeonseo il cui padre, soldato dell’ esercito nordcoreano, venne accusato di tradimento e torturato a morte.
Il cambiamento avviene durante una sera di dicembre, un mese prima del suo diciottesimo compleanno, quando Hyeonseo decide di attraversare il confine tracciato dal fiume Yalu che separa la sua città (Hyesan) dalla Cina. Per una serie di motivi, che non vi anticipiamo per non rovinarvi il gusto della lettura, la ragazza si ritrova bloccata in Cina senza possibilità di tornare indietro o andare avanti. Da allora Hyeonseo  vivrà per 10 anni da clandestina, e sarà costretta cambiare identità per sette volte (da ciò deriva il titolo del libro) tirando a campare e  procurandosi di volta in volta documenti falsi.

‘La ragazza dai sette nomi’ è un bellissimo libro, che tiene l’ interesse del lettore vivo dalla prima all’ ultima pagina e che riesce a trasmettere e coscienza sociale.
L’edizione italiana è curata da Mondadori, ed è in vendita su Amazon sia in versione Kindle (9,99 euro) che hardcover (17,00 euro). Nel libro sono presenti cartine geografiche che mostrano i “percorsi per la libertà” in cui si avventurano, con più o meno fortuna, i disertori nordcoreani, e foto personali scattate dalla scrittrice. Un pezzo che non deve mancare nella vostra collezione.

 

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