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I 5 migliori film coreani dal 2010 ad oggi
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I 5 migliori film coreani dal 2010 ad oggi

Nonostante il periodo d’oro del cinema coreano sia, più o meno unanimamente, considerato quello compreso tra la fine dei ’90 e l’inizio dei 2000, gli ultimi cinque anni sono stati molto interessanti per quanto riguarda la filmografia coreana. Tantissimi i debutti alla regia che si sono guadagnati l’ ammirazione delle “nicchie” e non solo, alcuni di questi hanno fatto registrare ai botteghini numeri da capogiro, disintegrando il record di spettatori dell’eccezionale horror movie ‘The Host‘ di Bong Joon-ho.
A proposito di Bong, non bisogna dimenticare che lui ed il suo collega Park Chan Wook hanno fatto il loro debutto Hollywoodiano proprio nell’ultimo lustro con Stroker e Snowpiercer.
In questo post vi presentiamo quelli che secondo noi sono i migliori film coreani visionati dal 2010 fino ad oggi. È importante specificare che questa lista non si basa su di un campione esaustivo, ma si limita ai film più importanti e discussi dai fan del cinema coreano, spesso presentati durante festival e rassegne o giunti a noi grazie al lavoro dei traduttori. A tal proposito è anche utile ricordare che la maggior parte delle pellicole qui proposte non è stata localizzata in italiano, ma potete probabilmente trovare i sottotitoli sulla splendida community di Asianworld.it .

1) New World

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Uscito nel 2013, questo stupefacente gangster movie segna L’ esordio alla regia di Park Hoon Jung, sceneggiatore giá ricoperto d’alloro per la scrittura del frenetico e crudissimo The Chaser.
New World per trama e svolgimento degli eventi ricorda molto Infernal Affairs, epocale Crime drama prodotto ad Hong Kong che ha cambiato per sempre le sorti del genere poliziesco (Martin Scorzese ne ha realizzato un remake intitolato The Departed). La differenza principale è che gli infiltrati ed i mind games non avvengono tra polizia e criminali, ma tra diversi clan mafiosi che si contendono il dominio.
Ciò che stupisce di questo film non è solo la psicologia dei personaggi e gli intrecci (aspettatevi numerosi colpi di scena) narrativi, ma il dettaglio e la lucidità con la quale viene descritto L’ operare delle organizzazioni malavitose coreane e le loro connessioni con le grosse corporazioni e il settore produttivo.
Assolutamente magistrale la prova dei quattro attori principali, un piccolo capolavoro da non perdere.
New world [Edizione: Francia]

2) Bedevilled

bedevilled
Hae Won è una donna di 30 anni, lavora in una banca di Seul ed ha una vita pienissima d’ impegni e responsabilità, e ciò finisce per influire sul suo carattere. Le cose si complicano ulteriormente quando la ragazza diventa testimone di un tentato omicidio; lo stress e la paura le provocano un piccolo esaurimento nervoso che induce la protagonista ad uno sfogo sul posto di lavoro. La giovane è dunque costretta a prendersi una vacanza nell’isola di Moo-doo, dove HaeWon ha passato l’ infanzia con i suoi nonni e la sua amica Bok-Nam, che ha continuato a scriverle per tutti questi anni (senza mai ricevere una risposta). Arrivata nel villaggio Hae Won rimane sconvolta dall’ assistere ai maltrattamenti a cui viene sottoposta Bok-Nam : è l’ unica giovane donna presente sull’ isola e vive in condizione di schiavitù alla mercé di uomini e donne senza scrupoli. Bok Nam vorrebbe fuggire e cerca l’ aiuto di Hae Won, che invece non sembra intenzionata ad immischiarsi nella situazione. Ma l’ incubo è appena cominciato, ed un particolare evento porterà uno sconvolgimento ulteriore nella vita delle due protagoniste.
È estremamente difficile parlare di Bedevilled, soprattutto è arduo farlo senza rovinare la visione del film con inevitabili spoiler. È forse ancora più difficile guardarlo, in quanto non adatto a persone particolarmente impressionabili. Bedevilled gioca a provocare lo spettatore dall’ inizio alla fine del metraggio; la sua violenza non sta tanto nelle immagini mostrate a schermo, ma nello stimolare un continuo dialogo interno alla coscienza di chi guarda.
Accettate il “gioco” propostovi dal regista Jang Cheol-Soo, e verrete ripagati dello sforzo con uno dei finali più belli e strazianti della storia del cinema contemporaneo.

3) Han Gong-Ju

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Han Gong Ju è un altro esordio alla regia, questa volta dello sceneggiatore Lee Su-Jin (classe 1977). Qui si narra la storia di una liceale (personaggio che dà il nome al film) che viene portata, per motivi a noi non chiari, a casa della madre di un suo ex insegnante di scuola, in una zona in cui non la conosce nessuno. Iniziamente la convivenza con la donna e l’integrazione nella nuova casa sembrano piuttosto difficili, ma con il passare del tempo le cose vanno a migliorare, e così pure con la scuola.
Ma l’ apparente quiete dura relativamente poco, perché il passato di Gong Ju riemerge nel modo più doloroso possibile, ed i progetti di un futuro sereno crollano ben presto.
Anche se la trama non è immediatamente comprensibile, ma ci viene svelata piano piano tramite l’utilizzo di piccoli flashback (che tra l’ altro all’ inizio non sembrano nemmeno tali), è bene subito specificare che Han Gong-ju è un film concentrato sul tema dell’ abuso. Sicuramente il focus principale è l’abuso di natura sessuale, ma se lo guardate con le lenti giuste vi accorgerete che i vari sotto temi riguardano tutte le forme di soprusi, di atteggiamenti con i quali la società coreana deve, ma forse non vuole, fare i conti (molto forte a tal proposito è la figura simbolica della famiglia di Gong-Ju, sempre distante e assente nella vita della ragazzina).
Una pellicola che va scoperta minuto dopo minuto, un viaggio nella psiche di una giovanissima donna segnata dagli eventi della vita che l’ hanno devastata e resa debole, spaventata, sfiduciata, insicura ed intimorita da tutto e tutti; una ragazzina sola lasciata in balia di un mondo che sembra non avere più nulla di buono in serbo per lei.
Un film difficile, dal finale metaforico e struggente.

4) Unbowed

unbowed
Unbowed è un thriller giudiziario basato su una storia vera, e narra di Kim Myung-ho, un professore di matematica ligio al dovere e rispettato da tutti per la sua professionalità ed integrità morale, che viene licenziato dalla sua università dopo aver contestato l’ esame di ammissione di un candidato raccomandato, scatenando così l’ astio dei colleghi che invece avevano corretto la prova d’esame giudicandola idonea. Kim intenta una causa contro l’istituzione, ma dopo numerose peripezie in tribunale perde l’ appello. In preda alla disperazione il professore si reca fuori dall’appartamento del giudice, e lo attende davanti la porta di casa brandendo una balestra, attrezzo sportivo che lo ha accompagnato per anni nei momenti di relax e che adesso si trasforma in una terribile minaccia. In realtà Kim quella freccia non la scoccherà mai, ma il giudice lo fa arrestare accusandolo di tentato omicidio, procurandosi prove e testimonianze false pur di dimostrare un reato mai commesso. Quella che segue è una coinvolgente ed indimenticabile battaglia in tribunale, che vede affrontarsi da un lato un sistema corrotto e farraginoso e dall’ altro un uomo che ha sete di giustizia e non ha intenzione di fermarsi di fronte a niente e nessuno, arrivando perfino a studiarsi tomi di giurisprudenza per conto suo pur di dimostrare la sua innocenza.
Il regista Jeong Ji-Young veniva da un periodo di pausa di ben 13 anni (l’ultimo suo lavoro risaliva al 2000), un tempo incredibilmente lungo per un cineasta. Nonostante tanti anni passati senza mai filmare un solo minuto di metraggio cinematografico l’ autore non sembra affatto arrugginito, e ci regala una piccola perla che, durante la sua presentazione al festival di Busan, ha ricevuto 13 minuti ininterrotti di meritatissimi applausi.
Uno spettacolo nello spettacolo è la prova del protagonista, interpretato da Ahn Sung-Ki, probabilmente il miglior attore coreano vivente.
Unbowed [Edizione: Francia]

5) The Fake

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Tra tutte le eccellenti opere che avremmo potuto inserire al quinto posto abbiamo finito per scegliere questo, un film di animazione, secondo lungometraggio in assoluto per il regista Yeong Sang-ho che dimostra quanto di buono la Corea del Sud abbia da dire anche in questo campo.
n villaggio di provincia è destinato a essere sommerso a causa della costruzione di una diga. Gli abitanti del villaggio, un po’ per ignoranza e un po’ per disperazione, pendono dalle labbra del reverendo Sung e dell’ambiguo Choi, un truffatore che finge di voler costruire una chiesa per la comunità e che progetta di fuggire con tutti i soldi. L’unico a essersi accorto dell’inganno è il violento Min-chul, un balordo perdigiorno odiato da tutti.
Dopo aver disintegrato l’immagine delle istituzioni scolastiche coreane Yeong ci riprova con le religioni organizzate, in un thriller “dark” e nichilista, forse a tratti troppo esagerato e caricaturale nella sua furia iconoclasta, che farà storcere il naso a molti e che farà la gioia di tanti altri. Un “cartone animato” che vi SCONSIGLIAMO fortemente di guardare in compagnia dei più piccoli 🙂

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0 Comments Off on I 5 migliori film coreani dal 2010 ad oggi 1922 26 September, 2016 Film, Recensioni September 26, 2016

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