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Il lato oscuro del kpop : traffici, abusi sessuali e l’omertà dei media.
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Il lato oscuro del kpop : traffici, abusi sessuali e l’omertà dei media.

La vita da trainee in un gruppo kpop, lo sappiamo tutti, è terribilmente difficile. Non solo l’elevata competitività e i vari “stadi” che i ragazzi devono superare durante le audizioni spingerebbero chiunque non abbia la giusta motivazione a desistere, ma i trainees are vivono completamente sotto l’ala protettrice del loro management, pertanto non dovrebbe sorprenderci più di tanto il fastto che tanto potere finisca per risolversi in sistematici abusi.

Alla fine di maggio, il CEO di un’agenzia sconosciuta è stato arrestato per la seconda volta per aver molestato le stagiste donne della sua etichetta. Il giudice della Corte Suprema Kwon Soo-il ha condannato il CEO Kang a 20 mesi di prigione e l’ha multato per ₩20 milioni di Won ($17,785) dopo averlo accusato di sfruttamento della prostituzione. In un processo precedente era stato condannato a 18 mesi e multato per ₩15 milioni di Won. La condanna per questo caso era stata estesa dopo la scoperta di nuove prove. La condanna normale per accuse di prostituzione prevede un anno di prigione o una multa di 3 milioni ($2,600). Chi sfrutta la prostituzione può essere condannato fino a 3 anni di prigione o a 30 milioni di multa con l’Atto di Punizione per Atti di Organizzazione del Tratta Sessuale.
La promozione del sesso come forma di pagamento tra membri influenti dell’industria dello spettacolo e aspiranti celebrità è coperto da un velo sottile e spesso accettato come parte dell’industria. Aspiranti stelle fanno il loro ingresso nell’industria a una giovane età e molti vengono separati dalla loro struttura di supporto per per impegnarsi nella loro nuova vita. Questa separazione dalla famiglia e dagli amici qualche volta viene estesa alla confisca dei telefoni cellulari; isolandoli perfino dall’informazione. Gli apprendisti hanno poca esperienza per difendersi dai dirigenti corrotti.

Una recente rivelazione da parte di Kim So-hee delle IBI durante il primo episodio di Idol Drama Operations Team della KBS ha svelato dettagli su come l’ex direttore di un’agenzia le abbia proposto di sposarlo. So-hee ha dettagliato come il CEO della sua precedente agenzia la “vedesse come una donna” e le avesse ripetutamente chiesto di sposarlo. Ha spiegato che era a disagio, ma che non riusciva a rifiutarlo in modo netto e ha pensato che fosse necessario sopportarlo per debuttare. Ha raccontato la sua storia di fronte allo shock dei suoi colleghi di cast, dicendo che pensava che la sua esperienza fosse comune. Nonostante le donne con cui ne ha parlato non avessero avuto esperienze simili, le statistiche dimostrano che l’esperienza di So-hee con quello che chiameremo molestie sessuali per comodità di scrittura è tutt’altro che rara.


Proposte di raccomandazione sono frequenti per due terzi delle attrici a cui è stato sottoposto un sondaggio nel 2010, nelle risposte ammettevano di aver avuto richieste di sesso con un possibile mecenate.
Le apprendiste donna sono particolarmente in pericolo di sfruttamento sessuale, secondo le ricerche sui fattori di rischio. Secondo gli esperti in uno studio del 2012 condotto dal Korean Women’s Development Institute le suddette lavoratrici, specialmente sotto contratto, sono più vulnerabili alle molestie sul posto di lavoro rispetto alla controparte maschile. Uno studio condotto dal Ministry of Gender Equality and Family nel 2015 ha confermato le credenze prevalenti secondo le quali gli individui con più probabilità di subire molestie sessuali sono donne, giovani, e impiegate in posizioni irregolari e vulnerabili. Le apprendiste donne, che spesso iniziano le loro carriere alle scuole superiori, hanno tutti i requisiti di vulnerabilità per i predatori.
Anche le apprendiste meno giovani con più esperienza di vita possono essere manipolate se sono così disperatamente in cerca di un debutto. Consideriamo il caso del direttore dell’agenzia di management Mr. Lee (38 anni), colpevole di aver presumibilmente assalito un’apprendista appena assunta il 7 aprile 2016. Sembra che abbia detto alla ventisettenne che se voleva diventare una celebrità doveva imparare a usare il sesso come arma e le ha strappato i vestiti di dosso.

Violenze, proposte e storie di molestie sono ricorrenti, ma sembrano essere entrate nella norma, senza alcun cambiamento nelle leggi da parte del governo, fino a quando succede una tragedia.

 

Il suicidio di Jang Ja-yeon e lo scandalo dell’Open World Entertainment sono stati due punti di svolta per sentenze che proteggessero le apprendiste. L’ nattrice è stata trovata morta nel 2009 in un apparente suicidio. Ha lasciato un biglietto scritto a mano nel quale sosteneva di essere stata obbligata a bere e a fare sesso con varie figure pubbliche. Il biglietto ha lanciato una caccia all’uomo per figure di alto profilo, ma non è stato abbastanza per produrre prove concrete contro gli accusati.

Il ‘Popular Culture Industry Act’, voluto dal Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo, è stato introdotto nel 2015 in seguito alla morte di Jang. L’Atto è una legge molto ampia che consiste in nove parti che fanno riferimento ai contratti dell’intrattenimento; i diritti e i doveri delle aziende e degli intrattenitori, educazione e supporto per la salute mentale degli artisti, diritto sui marchi e attribuzioni, distribuzione delle entrate, risoluzione delle dispute, protezione dei giovani e degli artisti e ulteriori accordi. Inoltre sanciva che tutte le agenzie di intrattenimento dovessero accettare un contratto standard scritto dalla Fair Trade Commission (FTC). La FTC sta ancora cercando di rinforzare quest’obbligo per alcune grandi agenzie, i cui accordi contengono termini e condizioni ingiusti.

La carta ha anche reso obbligatorio per le agenzie di intrattenimento l’ottenere un certificato approvato dal governo per continuare il proprio lavoro come società di diritto. Ha posto le basi per punire gli operatori delle agenzie che forzano le loro apprendiste a vendere sesso. I violatori rischiano fino a 10 anni di prigione o una multa di 100 milioni. Quelli che forzano le intrattenitrici minorenni a vestire in modo indecente o a comportarsi lascivamente contro la loro volontà potrebbero essere condannati. La legge impiega regole più severe per proteggere i diritti degli intrattenitori studenti a studiare e dormire, limitando le loro ore di lavoro a una fascia oraria compresa tra le 10 del mattino e le 6 del pomeriggio e massimo 40 ore settimanali.

L’Atto sancisce anche che le nuove agenzie debbano ricevere approvazione dal Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo prima che possano reclutare apprendisti. Il loro consiglio di amministrazione deve avere almeno un membro che sia stato nell’industria dello spettacolo per almeno quattro anni. Le agenzie che sono state condannate in passato per qualunque tipo di accusa non sono idonee. Minori e individui che hanno dichiarato bancarotta sono esclusi dal dirigere un’agenzia. Questi requisiti sono tutti un tentativo di prevenire che agenti scellerati mettano in piedi aziende illegittime orientate allo sfruttamento di giovani speranzosi di entrare del mondo dello spettacolo. Non mirano alle aziende in cui i casi di abuso possono avvenire a lato del business legittimo.

Lo scandalo dell’Open World Entertainment ha avuto luogo in un’azienda che era in piedi dal 2007 e faceva da manager a due gruppi di ragazzi (The Boss e X-5) durante lo scandalo. Il CEO coinvolto si è occupato dell’ organizzazione di spettacoli per cinque anni prima di aprire la propria azienda. I mass-media usavano definirlo ‘l’ex capo di una banda criminale’, nonostante non ci fossero prove registrate di sue condanne precedenti. L’Open World Entertainment avrebbe probabilmente avuto i requisiti per diventare un’agenzia registrata.

L’Atto, inoltre, non prevede protezioni per chi si fa avanti per denunciare gli abusi e le protezioni legali esistenti per le vittime di molestie sessuali sono praticamente inesistenti. Nel caso di Mr. Lee menzionato precedentemente: la vittima della sua violenza è stata accusata di essere consenziente all’atto perché sembra che si sia sdraiata sul letto da sola senza vestiti e abbia obbedito a lui.

“Viene fuori che il governo coreano tratta l‘industria K-pop allo stesso modo in cui il governo americano tratta le sue industrie automobilistiche e bancarie, nel senso che le vede come industrie che hanno bisogno di protezione, e ciò spesso fini8sce per dar luogo a veri e propri atti omertosi” ha detto Euny Hong, l’autore di The Birth Of Korean Cool.

La difficoltà nell’introdurre regole più severe in un’industria che produce molti guadagni consiste nel fatto che ciò metterebbe in svantaggio chi ha il potere. Il governo spesso lavora fianco a fianco con le aziende per generare un’immensa quantità di entrate dal K-pop. Il problema è che mentre il modello di business è sicuramente proficuo, lo è a spese dei diritti umani degli intrattenitori. Regole di manica larga nei confronti dei proprietari del business hanno come risultato una miriade di abusi di potere. Per le giovani donne coinvolte nel K-pop, l’abuso sessuale e le molestie sembrano essere una realtà normale e vergognosa che potrebbe essere cambiata con maggiori protezioni per gli apprendisti e le vittime di abusi e molestie sessuali. Rimane la speranza che non ci sia bisogno di un altro incidente pubblico devastante per portare cambiamenti alle leggi al fine di dare agli apprendisti migliori condizioni di lavoro e sicurezza.

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