Seguici sui social!

Le DURE leggi sulla pornografia in Corea Del Sud sono davvero “giuste”? Probabilmente no.
Posted by

Le DURE leggi sulla pornografia in Corea Del Sud sono davvero “giuste”? Probabilmente no.

La Corea Del Sud sta attraversando una crisi di valori morali, e secondo il governo è tutta colpa dell’ internet.
Secondo  recenti sondaggi diffusi dal Ministero per le Politiche della Famiglia coreano il 14% dei teenager sudcoreani è dipendente tanto dagli smartphone quanto dal web. L’accesso costante ad ogni forma di violenza liberamente disponibile online, in particolare in giochi come Starcraft, viene spesso criticato dai media come foriero di un ambiente dannoso per il prosperare di una gioventù ben educata.
E’ stato a lungo dibattuto, sia sai media che dal Governo, se la dipendenza dai videogiochi potesse essere equiparata alle dipendenze da alcool e droga.Storie sensazionali che demonizzavano i videogiochi, colpevoli di aver distrutto intere famiglie, si sono susseguite incessantemente. Pensiamo ad esempio alla vicenda di due giovani genitori che hanno lasciato in figlio di 3 anni a morire di fame perché loro erano troppo impegnati a completare le campagne di World Of Warcraft.
Ma tutto questo non è nulla in confronto al “giro di vite” che i governanti hanno stretto atorno a chi produce e diffonde contenuti pornografici.

 

IIn ragione di una cultura tradizionalista, basata sulle regole confuciane, il governo coreano ha sempre concentrato la maggior parte dei propri sforzi nel preservare i “valori della Famiglia”. Con l’aiuto di associazioni di cittadini volontari, autodenominatesi  “cyber-keepers,” il governo ha sempre “mostrato i muscoli” per quanto riguarda le leggi che regolano l’ Internet.
E’ un approccio che non si limita al web ma si applica anche alla “vita reale”, Ad esempio la “libertà di espressione e di stampa” è protetta e garantita SOLO SE  questa “non lede i principi morali o nl’etica sociale” Fino al febbraio del 2016 un cittadino coreano che avesse commesso adulterio, ovvero vissuto una relazione extra-coniugale, rischiava l’ arresto e la reclusione fino a 3 anni, una legge che è rimasta sui libri della Giustizia nazionale per più di 60 anni e che è diventata incostituzionale solo di recente.

Nonostante sia una nelle nazioni che vanta la migliore connettività al World Wide Web, e si stima che il 96% degli elettrodomestici sia fornito di dispositivi in grado di accedere ad Internet già dal 2012, la Corea Del SUd dispone di leggi anti-porno che farebbero la felicità del nostro Mario Adinolfi. Anche se guardare materiale pornografico online non è completamente proibito, la detenzione ed il possesso di porno hardcore è illegale sin dal 2009, ed i cittadini beccati a tentare ripetutamente l’accesso a siti bloccati rischiano di vedersi PC e smartphone confiscati.
Per quanto riguarda i siti che non sono legalmente oscurati l’accesso è strettamente controllato. Gli utenti devono dimostrare di avere età maggiore ai 19 anni verificando la loro età online tramite un sistema che richiede il Resident Registration Number (RRN), l’equivalente coreano del nostro Codice Fiscale.
Tali siti contengono materiale soft-core che in Occidente farebbe fatica ad essere classificati come ‘XXX’. In genere questo genere di pagine web mostrano nient’altro che immagini di donne in topless o lingerie e ritratte in pose suggestive. Quei pochi che mettono in scena atti sessuali vengono pesantemente censurati con la tecnica del “mosaico”.

Date queste premesse non è difficile immaginare che i giovani sudcoreani abbiano trovato il mezzo di aggirare queste restrizioni, utilizzando i server proxy o reti virtuali (VPN) che gli permettono di accedere a reti esterne ai server nazionali. Non è certo difficile procurarsi questi mezzi, ed il rischio di incorrere in problemi con la legge se si naviga in modo anonimo è praticamente inesistente.
Ma la regolamentazione riguardante quali siti possano circolare liberamente e quali devono essere oscurati è molto confusa. Il compito di legiferare in merito è affidato alla Korea Communication Standards Commission (KCSC), una agenzia indipendente istituita nel 2008. Un gruppo di nove commissari decide, in forma definitiva ed insindacanile, cosa sia passabile e ciò che invece vada bandito, ma tale i criteri in base ai quali queste decisioni vengono prese sono molto arbitrari ed opachi, spesso poco chiari persino a chi vi partecipa.
Parte della casualità che inficia il processo decisionale è dovuta all’ immensa quantità di materiale sulla quale i nove giudici devono deliberare. L’internet è un grosso ambiente, ed il flusso di dati che racchiude cambia in modo costante. A causa delle risorse limitate della KCSC la commissione fa affidamento alle associazioni di volontari, i cyber-keepers di cui parlavamo sopra, che vagliano e segnalano i vari siti internet. Questo sistema di filtraggio manuale ha come risultato il fatto che UN SINGOLO MEMBRO abbia l ‘ultima parola su ciò che vada permesso e ciò che va censurato, anche se non si è raggiunta l’unanimità.
Un episodio da ricordare, e che rappresenta un chiaro moto di protesta contro l’arbitrarietà del processo decisionale adoperato dalla  KCSC, coinvolge proprio un ex commissario, Park Kyung-sin, che nel 2011 sul suo blog personale postò una serie di foto nelle quali metteva in mostra i suoi genitali. Park ha descritto tali foto come semplici ritratti biologici delle sue parti intime, definendole socialmente accettabili: “Le immagini che ho postato non contengono alcuna connotazione di natura sessuale o pornografica, raffigurano semplicemente gli organi genitali di un essere umano maschio”.

L’anno successivo il signor Kyung-sin è stato citato in Tribunale dalla KCSC per aver violato le regole sul pubblico pudore.
Questa mancanza di chiarezza è ciò che, secondo Park, “permette alla KCSC di prendere provvedimenti basati solo su giudizi sociali, politici o culturali, ma che non hanno alcuna giustificazione dal punto di vista legale”, al punto che possono permettersi di censurare siti che agiscono nel pieno rispetto delle leggi.
Questi provvedimenti apparentemente arbitrari sono diventati ancora più comuni con l’inasprirsi  delle contraddittorie leggi coreane. Eppure il recente “giro di vite” si è intensificato in seguito al crescere di reati a sfondo sessuale degli ultimi 5 anni, ma i regolamenti che ne risultano sembrano più un provvedimento a la ‘Grande Fratello’ di Orwelliana memoria che una vera risposta all’annoso problema. Lo scambio di materiali “osceni” per mezzo di sistemi peer-to-peer è stato strettamente proibito sin dal Febbraio del 2014, e nel Giugno dello stesso anno è stata promulgata una legge che impedisce agli attori adulti di interpretare personaggi minorenni sullo schermo. Allo stesso tempo, però, per chi viene trovato in possesso di materiale pedo-pornografico il massimo della pena è un anno di prigione.

Alcune delle voci di protesta riguardo a questo processo decisionale si sono alzate dai disegnatori e produttori di fumetti e cartoni animati, in particolare quelli che si sono visti i propri disegni sessualmente espliciti contrassegnati come inappropriati. Un artista coreano, conosciuto su DeviantART con il nome di Hanguk-dongin, in un post del suo blog ha scritto:

“Anche nel caso in cui i personaggi che disegni non sia tecniccamente minorenni, se il tuo personaggio SEMBRA una  persona minore di 19 anni, sei un criminale passibile di denuncia. E’ tutto a discrezione della commissione, ancor prima che dei giudici”
Nel Dicembre del 2014 il CEO di KakaoTalk (ilmaggior sistema di messagistica istantanea in Corea del Sud, ancora più diffuso di Facebook Messenger e WhatsApp) è stato convocato in tribunale per “non aver sorvegliato abbastanza” il traffico dei dati per prevenire lo scambio di materiale pedopornografico.

Nel 2017 la Korea Communications Standards Commission ha addirittura pensato di bloccare la piattaforma di blogging ‘Tumblr’, proposta poi ritirata perché “nonostante il 10% dei contenuti di Tumblr siano di natura pornografica il restante 90% è pienamente accettabile, ma siamo pronti a riconsiderare l’idea se la situazione dovesse peggiorare”.

Insomma, fin quando la moralità della nazione resta collegata all’ utilizzo di Internet, ed il porno viene visto come una perversione, i coreani continueranno a masturbarsi consarvando la paura di finire in prigione mentre lo fanno.

 

Fonte : The Establishment

Share This:

0 Comments Off on Le DURE leggi sulla pornografia in Corea Del Sud sono davvero “giuste”? Probabilmente no. 475 19 February, 2018 Moda e Società February 19, 2018

Articoli più recenti

  • Molestie sessuali contro youtuber coreana : l’ attrice Bae Suzy abbraccia la causa della vittima
    Molestie sessuali contro youtuber coreana : l’ attrice Bae Suzy abbraccia la causa della vittima
  • Le nostre 5 video-presentazioni preferite di Produce48
  • “A Korean Odissey”, drama coreano su Netflix
  • Le Fiestar si sono sciolte
  • Scandalo Fantagio; in pericolo Weki Meki, Astro ed Hello Venus?
  • Freshly Juiced Vitamin C Serum di Klairs : un portento contro acne, punti neri e difetti della pelle
  • “You and I” delle Dreamcatcher rappresenta esattamente ciò di cui il kpop ha bisogno oggi
  • Perché i giovani coreani rifiutano il matrimonio?
  • Lee Yeo Reum per Nylon Magazine
  • Cosa fanno le Lovelyz per combattere lo stress?
  • Le Blackpink hanno appena finito di filmare il Music Video per il loro comeback!
  • Kim Yuna per Marie Claire
  • Kim Tae Ri per ‘J.Estina’
  • 4 motivi per guardare ‘Stranger’ su Netflix. Oggi!
  • Le assurde diete delle celebrità coreane
  • I nostri 8 beauty product coreani preferiti del 2018
  • Kim Sung Ryung per Instyle
  • Le TWICE guadagnano l’ 11esima vittoria con “What Is Love?” allo “Show Champion”!
  • La Jeju Air è la prima compagnia coreana a permettere alle hostess di indossare gli occhiali
  • Memoir of a Murderer di Won Shin-yeon
  • Estratto di Ginseng rosso coreano : un integratore miracoloso a prezzi modici
  • [Review] A fresh, affordable skincare product : Laneige BB Cushion Hydra Radiance
  • Le differenze tra le tecniche di make-up coreane e giapponesi illustrate in un video su Youtube
  • 5 peculiar teas you gotta try in South Korea

I più letti

Ultime aggiunte