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Cosa significa essere una taglia “Large” in Corea?
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Cosa significa essere una taglia “Large” in Corea?

La Corea ricalca alcuni dei tratti tipici della società dell’apparire: make-up curato in ogni occasione e peso corporeo ottimale diventano, quindi, per le donne motivo di accettazione o di diniego da parte della società.
Il timore di un giudizio negativo le porta, infatti, a voler essere perfette e impeccabili. Questo non significa, però, che non vi siano ragazze più in carne.
La domanda sorge, perciò, spontanea: cosa significa essere una taglia L in Corea?
Non esiste una risposta, ma si può partire da un’asserzione sempre valida: il trattamento riservato agli stranieri e alla popolazione locale non è lo stesso e la tolleranza è riservata solo ai primi.
In Italia giudicare una persona per il suo peso e schernirla, perché troppo grassa o troppo magra, è sinonimo di poco tatto e maleducazione. I coreani sono, invece, noti per non avere peli sulla lingua.
Le opinioni degli amici sono, infatti, considerate ottimi consigli e il loro obiettivo è spronare il diretto interessato affinchè sia più motivato a ritrovare la propria forma fisica.
Gli stranieri possono, però, stare tranquilli perché questo atteggiamento non viene riservato anche a loro: vige, infatti, molto rispetto per chi arriva da fuori e nessuno osa fare alcun apprezzamento.
Le donne italiane quando prendono qualche chilo diventano inoltre, se possibile, ancora più affascinanti e questo è dovuto in parte alle loro forme più decise. Le ragazze coreane hanno, invece, una struttura fisica completamente diversa: il seno, i fianchi e il sedere sono meno pronunciati e l’aumento di peso si nota soprattutto sul viso che tende a gonfiarsi.
Il loro corpo perde così armonia e ricorda spesso il tronco di un albero.
Ciò spiega la loro ossessione per le diete dimagranti e la ricerca spasmodica di avere sempre il volto il più minuto possibile; questo rappresenta infatti, unitamente al corpo, il loro biglietto da visita.
Tutte le persone che sono in procinto di trasferirsi in Corea possono, comunque, rilassarsi e partire serene: la propria corporatura non diventa, infatti, uno scoglio insormontabile per coltivare nuovi rapporti interpersonali e conoscere, talvolta, la propria anima gemella.
Non si può, infatti, fare di tutta l’erba un fascio e passeggiando per le strade non è inusuale incontrare persone più in carne o coppie dove la donna è più formosa.
Ciò dimostra senza ombra di dubbio che gli uomini coreani, come quelli italiani, hanno gusti diversi e non tutti amano le ragazze pelle e ossa.


La Corea rimane, comuque, un paese che punta molto sulla componente estetica e questo trova conferma anche nei negozi di abbigliamento.
I vestiti riportano infatti, molto spesso, sull’etichetta la dicitura ‘free size’ che tradotta significa taglia unica; in altri casi, invece, non vi è alcuna corrispondenza con le misure occidentali (la loro L equivale, infatti, alla nostra M). Questa sorta di confusione nelle taglie, insieme all’impossibilità di provare il capo (accade soprattutto nei piccoli negozi), porta in molti casi il cliente a fare acquisti errati. Il personale in servizio negli esercizi commerciali non è, inoltre, di grande aiuto: le persone in sovrappeso vengono, infatti, gentilmente fatte accomodare fuori perché non vi sono capi che fanno al caso loro.
I soggetti più in carne non devono, però, scoraggiarsi; a Seoul vi sono svariati punti vendita di brand internazionali come H&M, Zara e Forever21; l’offerta è davvero molto ampia e trovare l’abito giusto non è così difficile come può sembrare.
Tutti coloro che non riescono a scovare niente devono, invece, spostarsi nel quartiere di Itaewon (Seoul), dove vi sono alcuni negozi con un vasto assortimento di vestiti per taglie forti (fino alla 3XL).
Uno dei più riforniti, OK BT, è ubicato nei pressi dell’uscita 1 di Itaewon Station e tratta abiti e scarpe oversize provenienti dall’America.
Le taglie L, alla luce di tutto quanto è stato detto, possono quindi tirare un sospiro di sollievo e vivere in assoluta serenità la loro permanenza in Corea.
Una cosa, però, è certa: è indispensabile fare attenzione perché, durante il proprio soggiorno, prendere peso non è così difficile.


Seguire una dieta è, infatti, molto costoso: gli alimenti più salutari hanno un costo elevato e a ogni angolo della strada non mancano le cosiddette tentazioni culinarie. Vi sono, infatti, centinaia di banchetti che propongono cibi molto gustosi, non proprio ipocalorici, a prezzi davvero irrisori.
Le donne coreane cercano, comunque, di seguire sempre una dieta e assumono perciò porzioni importanti di riso (sembra, infatti, non accumularsi sui fianchi), molta verdura fresca e zuppe piccanti; limitano, inoltre, il consumo di carne e bevono molta acqua.
Ricapitolando si può, quindi, affermare che gli standard in vigore per i coreani sono diversi da quelli per gli stranieri.
Questi ultimi vengono sempre osservati con fare sospettoso, ma non vi è nulla di cui preoccuparsi: lo scopo è, infatti, quello di studiarne le principali caratteristiche (destano particolare interesse le persone con i capelli rossi perché sembrano possedere qualcosa di magico), ma nello stesso tempo non viene mai emesso alcun giudizio o critica nei loro confronti.

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